WOBI/day1: alla ricerca della polvere di stelle

martingCala il sipario sul chilometrico palco della prima giornata del World Business Forum di Milano, un palco più adatto forse alle corse di un rocker che alle passeggiate degli influencer, e si porta via il milione di parole dei relatori di oggi snocciolate da sette-speaker-sette agli oltre 2000 spettatori presenti in sala. Il filo conduttore che ha legato gli interventi di oggi – tranne quello di Gerard Schroeder keynote in conclusione di serata che racconta dell’inversione di tendenza della Germania di dieci anni fa (domani sarà André Agassi, come dire un dritto e un rovescio ma tant’è la formula di questi eventi) – è stato forse quello di stressare con modalità e linguaggi diversi eppure, a ben vedere, molto simili la presenza nell’aria di quella polvere di stelle capace di trasformare le opportunità in successo, le possibilità in business.

Lo si percepisce fin dal mattino con l’urlato speech di Tom Peters che dall’alto dei suoi 71 anni suonati, navigatissimo showman del pensiero, scorazza – lui sì come un vero rocker  per il palco neanche fosse Chuck Berry – a incitare la scoperta del senso dietro l’ovvio. “Il miglior mercato è quello in cui sei il migliore a fare una cosa”. Ma va? Eppure… Kevin Roberts mette tutta la sua neozelandesità nel sembrare davvero di un altro mondo, ma i principi che incatena sono tutti carichi di un senso molto comune, molto più di quanto si cerchi di condirli attraverso il loro non senso. Benvenuti (erano gli Anni ’90 però) nel mondo VUCA (Volatile, uncertain, complex, ambiguous) e la ricetta per comandarlo è saper leggere tra le righe usando i codici della comunicazione tradizionali (sorprendi, sposta il centro d’attenzione, ribalta i paradigmi). Al di là di Ainio e Korsten (di cui ho detto in un altro post) e Luke William (deludente sentirlo ancora oggi citare “Facebook è la terza nazione del mondo” e tutte le considerazioni correlate a cascata; forse ci aspettiamo qualche considerazione più interessante a questo livello) l’intervento di Martin Lindstrom, tutto sommato, è quello che ha interessato di più non tanto perché in sé racconti qualcosa di particolarmente nuovo, ma perché si percepisce chiaramente tutta la parte di ricerca (psicologica, sociologica e soprattutto neurologica) esperienziale che sta dietro al suo approccio di marketing. Ne viene fuori uno speech che come gli altri viaggia tra ironia, effetto wow e coinvolgimento del pubblico, ma che narra dell’importante verità del caso e dell’irrazionalità, del Cigno Nero per dirla alla Taleb, fino a ricordare parole come “amore” parte della ragione delle scelte. Compiamo azioni irrazionali eppure prevedibili e gestibili. La comunicazione è una scienza baby e Lindstrom lo spiega in maniera decisamente efficace. Del resto se non approfondissimo queste parole, tutti i ragionamenti fatti (e condivisi dalla platea con ampi cenni di assenso) su imperativi come “partecipazione attiva dei propri clienti in una forma collaborativa” o “capire e coinvolgere i propri clienti come individui piuttosto che come segmenti di mercato” farebbero fatica a trovare un loro contesto di applicazione.

Quella polvere di stelle, quella scossa che appare dietro l’angolo e che tutti sul palco si sforzano di far apparire attraverso un ologramma di parole, di far percepire è una luce che sta dentro il sé delle organizzazioni e delle persone che le governano. Tutto sommato concordo sul fatto che sia davvero dietro l’angolo, ma in realtà, a ben vedere, lo è da sempre. La cosa da capire, a mio avviso, è che non esista una ricetta, una case history replicabile (e oggi lo si è chiaramente percepito) quanto piuttosto la capacità di ognuno di guardare ai propri valori, alla propria cultura, al proprio sé e metterlo in gioco in maniera naturale e “trasparente”. Sembra tanto una vecchia ricetta della nonna che forse vale anche oggi davanti a delegati, guru e precursori del futuro.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: